Definito da più parti come "lo spettacolo più bello degli ultimi vent'anni", i "Promessi Sposi", terzo musical di Tato Russo, resta, pure in seno a questo suo secondo anno di repliche, il prodotto di un insuperato genio nella rielaborazione critica e creativa e nella regia, scommessa che si colloca in un terreno di altissimo prestigio culturale. Sensazionale ed affascinante, il libretto procede col ritmo serrato d'un film, con rapidi cambiamenti di scena alla maniera dei più celebrati musical. Non una pausa per lo spettatore. All'antica struttura librettistica ottocentesca è stata sostituita una scrittura di tipo cinematografico; la musica che ne consegue si fa, di pari passo, travolgente, piana, melodica, frenetica e i ritmi, le varianti del libretto, costruiscono con essa e per mezzo di essa emozioni su emozioni.
Masaniello inaugura per Tato Russo la passione dei musical ed è il primo dei tre musical che sicuramente a ragione lo fanno considerare il capofila in Italia di questo genere tanto in voga all’estero. Il musical di Tato, più vicino all’opera musicale che alla commedia musicale, non prevede parti recitate. E’ tutto risolto nel canto e nella musica e trova in questo la sua specificità e la sua originalità. Scritto in collaborazione con il musicista Patrizio Marrone Tato Russo è autore oltre che di parte delle musiche anche del libretto che a tratti acquista valori poetici assoluti. Lo spettacolo fu di quelli che restano memorabili. Un cast di 40 attori-cantanti tra i quali si segnalarono Barbara Cola, Gigi Finizio, Antonio Murro, Antonio Romano, MariaLetizia Gorga portò al successo incontrastato questo capolavoro.